Si tratta di una tecnologia che permette di informatizzare i processi e memorizzare attraverso un microchip fissato sul dispositivo da fissare al polso dati ad uso degli operatori riguardanti i pazienti. Queste informazioni possono essere inoltre lette senza la necessità di una connessione continua alla rete aziendale. Vengono riportati, ad esempio, nome e cognome, sesso, data d’ingresso, allergie a farmaci, uso di insulina ed anticoagulanti orali, intolleranze.
“I braccialetti – ha spiegato Mario Luppi – si utilizzano in caso di codice giallo e rosso, per gli ultra 75enni e per le persone che hanno difficoltà di espressione, stranieri o malati con deficit cognitivi. In totale circa il 45 per cento degli utenti che accedono al Pronto Soccorso”. Franco Pedrazzini ha precisato che il nuovo sistema fa parte di un progetto per il miglioramento della sicurezza dei pazienti molto più ampio, che coinvolge anche la struttura di Oncologia e ha comportato una spesa di circa 150mila euro per sostenere la quale si è beneficiato di un contributo dell’Istituto Oncologico Mantovano.
Ma l’innovazione tecnologica non si ferma. “Anche per la sicurezza trasfusionale – ha aggiunto Ivano Giacomini – è in cantiere una procedura che utilizzerà addirittura la lettura dei dati biometrici, a partire ad esempio dagli occhi del pazienti o dalle impronte digitali”. Il direttore generale Luca Stucchi ha concluso sottolineando che “anche questo progetto ha lo scopo di privilegiare la posizione del paziente all’interno dell’ospedale, poiché la persona va posta al centro dell’operato dei professionisti”.







