L’Azienda Carlo Poma, per sostenere questo importante progetto, ha acquisito ormai 4 anni fa la macchina da perfusione intracavitaria Performer di ultima generazione che permette di eseguire chemioterapia a 42°C al termine dell’intervento chirurgico. Sono stati effettuati numerosi trattamenti chemioterapici ipertermici sia per mesotelioma pleurico che per casi selezionati di carcinosi pleurica, con ottimi risultati di sopravvivenza e qualità di vita e senza aver osservato complicanze immediate o tardive. La Chirurgia Toracica del Poma è sede, proprio per l’esperienza acquisita in questo ambito, di corsi di aggiornamento/addestramento per personale medico (chirurghi-anestesisti) e infermieristico di tutto il territorio nazionale, per diffondere una preziosa pratica terapeutica come la chemioterapia ipertermica intraoperatoria. I professionisti dell’Azienda ospedaliera sono all’avanguardia sul fronte della lotta contro i tumori garantendo ai pazienti oncologici i migliori trattamenti disponibili oggi in campo internazionale.
Il Mesotelioma pleurico maligno è una grave forma di tumore correlata all’esposizione, per motivi professionali o per vicinanza alle fibre dell’asbesto, noto più comunemente come amianto. Sebbene questa malattia possa essere ancora definita rara, poiché colpisce ogni anno due maschi ogni centomila, si è registrato un progressivo incremento di incidenza nella popolazione italiana tale da far temere che il problema Mesotelioma sia destinato ad assumere dimensioni ben maggiori nei prossimi anni. L’Italia purtroppo è stata uno dei maggiori produttori ed utilizzatori di amianto fino agli anni ‘80, e nonostante l’uso dell’amianto sia stato definitivamente bandito dal 1992, la popolazione italiana subisce oggi le conseguenze dei notevoli livelli di esposizione degli anni 50′ nei settori della produzione industriale di manufatti in cemento-amianto, della cantieristica navale, ferroviaria e generalmente nell’edilizia. La quasi totalità dei casi ha una lunga latenza di 15-45 anni per cui gli analisti prevedono un picco di casi intorno al 2020, con una successiva decrescita. La fascia di età più interessata è quella tra i 40 e i 60 anni, uomini nel 60 per cento dei casi. E’una neoplasia caratterizzata da elevata aggressività e resistenza alle più comuni terapie, con conseguente notevole mortalità, dal momento della diagnosi infatti, la sopravvivenza media se non trattato, risulta essere di 7,7 mesi (range 1-72). Per tutte queste caratteristiche i mesoteliomi pleurici devono essere trattati in pochi centri specializzati, dove si concentrano le esperienze e le diverse competenze indispensabili: dal chirurgo toracico all’oncologo medico, al radioterapista. Il trattamento di scelta per le forme localizzate è in prima istanza chirurgico e prevede l’asportazione radicale del polmone e delle pleure. Yasunori Matsuzaki (Myazaki-Giappone) e David J. Sugarbaker (Boston – USA) hanno recentemente dimostrato come la chemioterapia ipertermica intraoperatoria (HIOC) ottenga un miglior controllo loco-regionale della malattia con una drastica riduzione dell’incidenza di recidive, spesso causa di decesso, che va dal 67 per cento a seguire di trattamenti tradizionali, al 34 per cento dopo HIOC.







