Lo Iom (Istituto oncologico mantovano), ritenuta valida l’esperienza effettuata nei due anni scolastici precedenti, ha riproposto al Liceo scientifico Belfiore di Mantova il suo progetto di prevenzione sanitaria in ambito oncologico denominato “La prevenzione è amica dei giovani”. Nella prima fase dei lavori sono stati trattati gli aspetti medico-scientifici attraverso la docenza degli esperti dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma e dell’Asl.
La dirigente scolastica Marina Bordonali, unitamente ai docenti interessati, ha caldeggiato l’estensione della proposta formativa ad una classe terza in grado di maturare nei successivi anni scolastici gli effetti indotti dai temi proposti. E’ stata individuata la classe Terza C, del corso piano nazionale informatica con i docenti Tiziana Manara (insegnante di inglese e coordinatrice del progetto), Giovanna Scappa (italiano e latino), don Mauro Zenesini (religione), Cristina Soranzo (educazione fisica), Laura Bottoli (scienze).
Il primo incontro è stato tenuto da Enrico Aitini, direttore della struttura di Oncologia ed Ematologia dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma, che ha sviluppato gli aspetti medici e le conseguenti modalità di prevenzione. Paola Aleotti, psico-oncologa della struttura di Cure Palliative si è occupata dei riflessi psicologici nei confronti dei pazienti e dei loro familiari. Paolo Costa, direttore facente funzione della struttura di Medicina a Pieve di Coriano, ha parlato della possibile evoluzione in malattia oncologica di alcune patologie infettive. Rinaldo Rondelli, medico di base, ha evidenziato l’importanza del ruolo che lo stesso può svolgere nei confronti della popolazione giovanile, generalmente restia a confidarsi sulle problematiche di salute. Paolo Ricci, dirigente dell’Osservatorio epidemiologico di mantova, si è soffermato sull’importanza della ricerca, ha sottolineato l’evolversi del processo di cancerogenesi e ha fornito i dati più aggiornati sugli effetti rilevati nella popolazione mantovana.
La docenza si è conclusa con la testimonianza di un ex paziente, espressamente richiesta dagli allievi della classe. Nella seconda fase, gli studenti hanno rielaborato, sviluppato e approfondito le tematiche suggerite dagli esperti dello iom, con la guida dei loro docenti. Come referente del progetto Iom, Graziella Benazzi ha seguito le varie fasi dei lavori e al termine raccogliendo le impressioni dei responsabili del liceo scientifico. La Bordonali ha auspicato che il progetto venga ripresentato nel prossimo anno scolastico ed esteso a più di una classe per la sua valenza formativa nei riguardi degli studenti, visti come cittadini responsabilmente inseriti nella società.
La professoressa Scappa ha definito il progetto ricco, stimolante e decisamente coinvolgente, poiché l’approccio non è stato soltanto scientifico, in quanto non si è parlato esclusivamente di malattia ma della “persona ammalata”. La professoressa Manara, verificati gli eccellenti risultati conseguiti dagli studenti nei loro singoli lavori, sviluppati interamente in lingua inglese, ha espresso tutta la propria soddisfazione e ammirazione per la serietà, l’ impegno, la maturità con cui sono stati affrontati temi così impegnativi come la malattia oncologica, la paura di morire, il rapporto con gli altri e la solidarietà.
Lo Iom, considerate le finalità formative ed informative degli interventi nell’ambito delle scuole medie superiori ha già preso contatti con altri istituti per continuare la preziosa esperienza che ha riscosso il consenso oltre che degli studenti anche delle loro famiglie.







